Fotoreporter:intervista e consigli dal National Geographic

L’Amore per la fotografia sboccia con la prima digitale, magari regalata dopo una festa di compleanno o chissà quale evento degno di regalo!Alcuni  impattono nel colpo di fulmine con la primordiale Kodak usa e getta classica, ma efficace.

Il caimano

Joel Sartore per il National Geographic

Ma come diventare un fotografo professionista?

Joel Sartore, un fotoreporter del National Geographic ci spiega in un intervista il suo percorso formativo. appunto, dall’usa e getta alla Nikon super accessoriata.

Joel: “Ho iniziato lavorando per sei anni alla redazione di un quotidiano a Wichita, nello stato americano del Kansas; prima come fotografo, poi come direttore della fotografia. Verso la metà di questo percorso, ho incontrato James Stanfield, una delle leggende della fotografia del National Geographic. Ha cortesemente esaminato il mio lavoro, suggerendomi di inviare un mio portfolio alla redazione della rivista a Washington, D.C. Poi, per due anni, ho spedito una selezione dei miei scatti migliori fatti al giornale; più o meno ad intervalli di tre mesi. Questo, alla fine, ha portato ad un assignment, un incarico per una giornata, seguito, pochi mesi dopo, da uno di nove giorni e così via”

Successivamente Joel spiega l’Iter il quale un idea deve svolgere per prendere corpo sul celebre mensile.

Joel: “..Si tratta di un testo di un pagina, che (a) spiega le ragioni che possono rendere una storia importante, (b) che cosa la renderà unica e soprattutto (c) che rappresenti un buon motivo perché il National Geographic spenda dei fondi per seguire il progetto nel momento in cui viene presentato. Ogni proposta deve rispettare questi tre criteri altrimenti verrà inevitabilmente cestinata”

Se il progetto passa a tutte le verifiche ci si può mettere all’opera.Ma vi siete mai chiesti quanti scatti un fotoreporter può effettuare prima di trovare “l’essenza della foto perfetta”?

Joel: “..In un incarico normale, di solito scatto circa 800 rullini da 36 fotogrammi, il che vuol dire poco meno di 30.000 immagini. Ma, soltanto un numero minimo di queste… diciamo da una a due dozzine a seconda dell’argomento sarà poi pubblicato..diciamo che per una storia del National Geographic di solito scatto 10-20 rullini al giorno..”

Cosa rende buona una bella fotografia?

Joel: “E’ molto semplice: una bella luce, uno sfondo pulito ed un soggetto interessante. Il sistema che utilizzo per testare i miei criteri di interesse è quello che chiamo “Ehi, cara!”. In pratica, quando viaggio insieme a mia moglie in macchina e lei mi siede accanto sfogliando una rivista, richiamo la sua attenzione per mostrarle qualcosa lungo la strada. Ciò mi aiuta a capire se è abbastanza interessante per giustificare l’interruzione o se la sto solo seccando! “

Quindi per finire, DETERMINAZIONE

Joel: “..il segreto vero è la determinazione. Molti degli scatti migliori arrivano alla fine della giornata, quando ci si sente distrutti e si sta per mettere via l’attrezzatura. Se smettete troppo presto, perderete molte delle migliori opportunità. Ma se volete veramente diventare dei bravi fotografi, continuate a scattare anche quando sapete di avere già ottenuto quello che volevate

Beh, questa è solo una testimonianza e grande traccia di un fotoreporter che di esperienza ne ha da regalare.

Intervista di Bruno D’Amicis (2005)

Lorenzo Vagnini

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