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Grillo 168: spiagge semi-libere

Testo:
“Ho visto cose che voi umani, italiani, sardi non potreste neanche immaginare. Ho visto immense spiagge pulite, perfette e gratuite. Con servizi doccia completamente gratis per i bagnanti. Ho visto sfavillare i torrioni con sopra dei bagnini enormi con la focaccia che controllavano l’incolumità dei cittadini. Ho visto cose che nemmeno riuscite a pensare. E tutte queste cose svaniranno, come lacrime nella pioggia. Tutte queste cose sono finite. È il tempo della grande speculazione.
Ormai sono spiagge piene di roba. Piene di sdraio, piene di ombrelloni, piene di bambini. Piene di venditori, marocchini, senegalesi. Piene di chiunque. Anche i proprietari delle boutique prendono la roba, chiudono il negozio e vanno a vendere. È tutta un’orgia! Paghi un posteggio due euro l’ora, paghi qualsiasi cosa. Per farti un cazzo di bagno nell’acqua devi farti chilometri a piedi nei rovi, attraversare autostrade. Arrivi lì, ti stendi il tuo asciugamanino e non c’è neanche più un metro quadro dove non si paga niente. È cambiato tutto con un legge. Qui in Sardegna avete un paradiso terrestre e ve lo fate scippare sotto i vostri occhi dalla legge Cappellacci. La legge Cappellacci, Dio mio! Solo in dieci giorni che si è instaurata la giunta ha fatto un casino pazzesco. Cappellacci, cosa pretendete che faccia Cappellacci? Fa delle cappelle! Ha fatto questa delibera che ha dato 40.000 ettari di spiagge pubbliche ai privati in concessione per sei anni, non quindici giorni. Fai quindici giorni, così vedi come si comportano. Sei anni! Figuratevi le spiagge, il territorio. Qualsiasi cosa. Cosa succederà qui? È finito il tempo della libertà. Le spiagge libere, da quando si chiamano “libere” le spiagge non sono più libere. Perché aggiungere un aggettivo alla spiaggia libera? La spiaggia è spiaggia, non è libera. È che ci abbiamo aggiunto “libera” per giustificare il fatto che non sono più libere. Perché noi siamo un Paese semi-libero. Come le nostre spiagge.
Buon 168 per tutti!”

Grillo

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Grillo 168 – indizi di una civiltà

eccovi come sempre le parti del testo originale di beppe:

Siamo in questo complesso nuragico, Prisgiona (o Prisciona), vicino ad Arzachena. Guardate che meraviglia! Cosa facevano qua? Parliamo di 3.500 anni fa. L’età del bronzo. E qui, che testimonianze ci sono? Cos’è questa, una città? Una piccola congregazione? Qui hanno scoperto ci facevano il pane, lì le brocche. Qui c’era una via. Qui si trovavano i sardi e si salutavano: “Buongiorno, buongiorno”. Passavano di qua. Erano sardi alti! 1,70-1,75. Roba da pazzi! Non sappiamo niente. Sono scomparsi. E questi nuraghi sono simbolo di cosa? Simbolo religioso? Tombe? Strutture militari, per avvistare i nemici? Non lo sapremo mai. Alcuni dicono che sono reperti affiorati da Atlantide. Perfino Atlantide …
Allora mi viene in mente una cosa. Mi fa pensare al futuro. Penso, fra 3.500 anni, quando saremo scomparsi, i nostri pronipoti scaveranno. E cosa troveranno di noi? Quale sarà la nostra testimonianza? Ci saranno pietre così che racconteranno il nostro passato. Scaveranno e cosa troveranno? Simboli religiosi. Chiese, dedicate all’unico Dio … Simboli dedicati all’imperatore Berlusconi Silvio … Cosa troveranno? Mausolei in alta Italia. Delle tombe meravigliose in alta Italia dove saranno seppellite al dio Berlusconi le mummie. Mummie come Previti, Vespa, Emilio Fede.
Cosa scopriranno tra 3.500 anni? Cosa potremmo tramandare della nostra civiltà? Vedremo scarafaggi mummificati, mummie di giornalisti con nomi terribili, arcaici, come Belpietro, Mimum, Giordano. Che cosa sarà la nostra storia tra 3.500 anni? Come ci chiameranno? Se questa civiltà del nuraghi la chiamano nuragica, noi come ci chiameranno? La civiltà delle zoccole! Delle grandi zoccole. E allora scopriranno, magari proprio qui in Sardegna, un nuraghe meraviglioso affiorare: villa Certosa. Con dei graffiti enormi: “meno male che Silvio c’è”. E loro non capiranno: “Chi è questo qui?”. Oppure: “Vaffanculo Ghedini”. E loro diranno: “Chi sarà questo qui? Un santone? Chi sarà Ghedini?”. E poi magari vedranno un graffito di un uomo nudo con un pene enorme eretto che sarà Topolanek, grande re di Boemia.
Vedete. Noi lasceremo ai nostri pronipoti il senso di quello che siamo. E tra 3.500 anni, la nostra società potranno chiamarla, invece che “Atlantide 2″ … “Troia 2“. È il nome più azzeccato che potranno darci.
Però io vi dico questo: se la guerra di Troia è stata vinta dai greci, quella italiana è stata vinta dalle puttane!
Buon 168!

Beppe Grillo

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Beppe Grillo 168: Viva l’Italia!

testo parziale del video: grillo 168 “viva l’Italia”

Golpe. Tutte le volte che Berlusconi fa un discorso pubblico, circondato da venti guardie del corpo e centinaia di Carabinieri e poliziotti, parla di golpe. D’Alema oggi è preoccupato, bisogna stare pronti. Signori, o le parole non vogliono più dire niente, o c’è qualcosa di strano. C’è qualcosa di strano. Pensate un po’ se Obama parlasse oggi di golpe, di colpo di Stato, negli Stati Uniti. Cosa succederebbe? Qua se ne discute sui giornali così, magari in terza pagina. Guardate che stanno succedendo cose incredibili. Ieri a Portofino stavano mangiando insieme, in una tipica trattoria del luogo, il Tonchetto dell’infelicità e lo psiconano. Cioè il più grande intercettatore della Storia d’Italia, il Tronchetto dell’infelicità, insieme a quello che ha il terrore delle intercettazioni. Una volta si chiamava teoria degli opposti estremismi. Allora io mi rivolgo a voi. Generale Siazzu, dei Carabinieri, mi rivolgo a lei Castagnetti, generale dell’Esercito, mi rivolgo a lei Manganelli – un nome spaventoso – capo della Polizia. Dovete fare qualcosa voi. Se Berlusconi parla di colpo di Stato, non bisogna prenderlo sottogamba. Perché lui generalmente attribuisce agli altri quello che vorrebbe fare lui stesso. L’ha già fatto! Ve lo ricordate che l’ha già fatto con i brogli elettorali del 2006? L’ha già fatto con le intercettazioni, quando trovarono una cimice nel suo ufficio – una cimice, era un’aragosta di trent’anni fa. Io so che la Digos e i Carabinieri firmavano ai Vday. Io so che eravate lì a firmare. Io so che non ce la fate più. So che non ce la fate più a respingere i migranti con diritto di asilo. Non ce la fate più ad andare contro le ronde padane, andare contro le leggi che scarcerano i delinquenti. Io so che avete un esaurimento in corso. Fatelo voi, mentre il nano è fuori. Fatelo soprattutto per noi. E quando andate a proteggere e a difendere i politici nelle piazze, non state lì, non proteggeteli dai cittadini, proteggete i cittadini invece.Fatelo per la Patria. E fatelo per l’Italia.
Viva l’Italia!

Beppe Grillo

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